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Documento senza titolo

CARCERI CIA: "LA SPAGNA È VERGINE", DICE IL MINISTRO

 venerdì 15 Settembre 2006

Moratinos ammette solo due scali sospetti. Proteste dei deputati per il silenzio UE dopo le ammissioni di Bush 
"Il governo spagnolo non era al corrente e né ha mai autorizzato nel suo territorio operazioni illegali della CIA". Così fermo e deciso è apparso ieri di fronte alla commissione d'inchiesta del Parlamento europeo sulle operazioni illegali condotte dalla Cia in Europa il ministro degli esteri
 spagnolo, Miguel Angel Moratinos. Moratinos ha definito il suo paese "vergine da qualsiasi atto illegale, ma incalzato dalle domande del relatore Claudio Fava (PSE), ha riconosciuto che la Spagna è stata molto probabilmente utilizzata come "scalo per operazioni di renditions (consegne straordinarie) che avvenivano peró in altri paesi". Secondo il ministro spagnolo, 66 voli della CIA avrebbero fatto scalo in Spagna e di questi solo due sono sospettati di avere trasportato prigionieri prima o dopo aver effettuato uno scalo a Palma de Mallorca: si tratta del volo Algeri- Palma de Mallorca - Skopje- Bagdad- kabul- Timisoara avvenuto nel gennaio 2004 e che sarebbe servito per trasportare Khaled el-Masri, un cittadino tedesco di origine libanese sequestrato a Skopje, e del volo Guantanamo - Misurata (Libia)-Palma de Mallorca- Washington, effettuato nel settembre 2004, che prima di fare scalo nel territorio spagnolo sarebbe servito per il trasporto di prigionieri. "Entrambi i vol - ha cercato di rassicurare Moratinos - sono stati regolarmente registrati e controllati dalle autorità aeroportuali delle Baleari, cosi come prevede il regolamento dell'aviazione civile, avendo fatto una sosta di più di tre ore". Claudio Fava rivolgendosi al ministro si è detto stupito dei silenzi sia del presidente della Commissione, Jose Barroso, sia dell'assenza di reazioni da parte del Consiglio sulle gravissime dichiarazioni del Presidente Bush sull'esistenza di prigioni segrete per presunti terroristi. Moratinos ha promesso di sollevare la questione, oggi, in una riunione dei ministri degli esteri dei 25 paesi membri. La proposta del ministro non ha tuttavia placato le reazioni di numerosi deputati che hanno definito "grave e imbarazzante" il silenzio dell'Unione Europea.