venerdi' 13 ottobre 2006
Davanti alla commissione speciale del Parlamento la ricostruzione del procuratore di Milano dell'operazione fatta con il Sismi La commissione speciale del Parlamento sulle cosiddette "extraordinary renditions" operate dalla CIA in Europa sta proseguendo i suoi lavori acquisendo importanti materiali. Di grande rilievo è stata, nell'ultima riunione, l'audizione del procuratore di Milano, Armando Spataro, il cui ufficio ha indagato sul sequestro dell'imam egiziano Abu Omar a
opera di un gruppo di agenti dell'Intelligence americana. Il magistrato ha illustrato le fasi più significative dell'indagine che, grazie ad alcune significative "svolte" ha permesso di incriminare funzionari della CIA e funzionari del Sismi per il sequestro illegale di Abu Omar. Ecco gli estratti più significativi dell'audizione del procuratore davanti alla commissione d'inchiesta.. Prima svolta nelle indagini. E' centrale la testimonianza del maresciallo Pironi (il cui telefono risultava nello stesso giorno, stessa ora, stesso luogo del sequestro di Abu Omar; la cui descrizione coincideva con quella fatta da Abu Omar a sua moglie. In più non sussisteva alcuna ragione di servizio per cui Pironi dovesse trovarsi in quella zona). Dopo un primo interrogatorio in cui si é avvalso della facoltà di non rispondere, il 14 aprile 2006 Pironi ha deciso di confessare tutto. E cioè che la richiesta di collaborazione al sequestro di Abu Omar gli era stata fatta dal capo della CIA di Milano Bob Lady e che l'operazione era stata concordata tra con il Sismi. Pironi sostenne di aver accettato di collaborare solo perché gli era stato assicurato che il Sismi era direttamente coinvolto. Lo stesso Pironi raccontò ai giudici l'esecuzione del sequestro a cui parteciparono anche - dice Pironi - un paio di persone che parlavano correntemente italiano. Nel 2004 Pironi incontra di nuovo Bob Lady che si mostra tranquillo facendo capire di avere coperture governative dall'Italia. Pironi stesso, dopo il sequestro, fu invitato a Langley, in Virginia, dalla CIA: gli venne pagato il biglietto e Pironi fu formalmente ringraziato con un brindisi per la sua collaborazione. Seconda svolta: D'Ambrosio, capo del SISMI di Milano, sentito come testimone, racconta di aver avuto ottimi rapporti con Bob Lady e che fu lo stesso Lady a confessargli che la CIA e il Sismi stavano organizzando il sequestro di Abu Omar. Bob Lady era contrario al sequestro perché dannoso alle indagini che la polizia italiana stava effettuando su Abu Omar. Peraltro, diceva Lady, se Abu Omar fosse stato rapito sarebbe certamente arrivato un nuovo capo dell'organizzazione per prenderne il posto a Milano. D'Ambrosio si disse d'accordo con Lady e si impegnò parlarne con i vertici del Sismi affinché facessero desistere la CIA dall'operazione. In effetti D'Ambrosio ne parlò con Mancini che era suo superiore al SISMI. Mancini sembrò non reagire. Ma due settimane dopo D' Ambrosio venne trasferito dalla sua sede di Milano. E dopo pochi mesi lasciò il Sismi. Stessa sorte per Fedrigo, il capo SISMI di Trieste, avvicinato da Mancini in cerca di collaborazione in operazioni non ortodosse. Anche Fedrigo, che rifiuta, viene trasferito. Non a caso Pillinini, che ne prende il posto alla guida del centro SISMI di Trieste, si vanterà in seguito del ruolo che hanno avuto i servizi italiani nel sequestro di Abu Omar. Terza Svolta: Pignero e Mancini. Il primo giugno 2006 il generale Pignero chiede di essere ascoltato dai magistrati di Milano e riferisce che Jeff Castelli, il capo della CIA in Italia, gli ha chiesto aiuto per alcune indagini su Abu Omar (senza parlare di sequestro). Poche ore dopo Pignero chiama Mancini e gli riferisce il suo colloquio con i giudici. Ma la telefonata è intercettata dalla Procura: si comprende che quella mezza ammissione serviva solo a sviare le indagini. Su queste basi il Pm emette un ordine di cattura per entrambi. Interrogato, Mancini dichiara di aver solo eseguito - su Abu Omar - gli ordini di Pignero, così come chiesto da Jeff Castelli, capo della CIA in Italia, e comunque con l'accordo di Pollari. Pignero invece conferma tutto: dice di essere stato chiamato da Pollari e di aver ricevuto una lista di nomi per possibili futuri sequestri: tra cui Abu Omar. Altro indizio. A luglio é stato interrogato l'ammiraglio Battelli (direttore del SISMI fino al 15 ottobre 2001). Battelli ha riferito che dopo l'11 settembre aveva incontrato Jeff Castelli che gli aveva chiesto se il Sismi fosse disponibile a partecipare al sequestro di presunti terroristi. Battelli aveva risposto che stava per lasciare il SISMI e che avrebbe trasmesso la richiesta al suo successore: Pollari. Segreto di Stato. Il Sismi, dice Spataro, ci aveva sempre precisato che non esisteva alcun segreto di Stato sul caso Abu Omar. Restiamo stupiti quando il 15 luglio 2006, durante il suo interrogatorio, il generale Pollari dichiara che non intendeva rispondere perché, se avesse risposto, avrebbe violato il segreto di Stato apposto dall'ex-Governo Berlusconi e riconfermato dal presente Governo Prodi. A questo punto la Procura ha inviato una richiesta formale al ministro della Difesa e al Presidente del Consiglio (l'unico che possa mettere o levare il segreto di stato) per sapere se fossero esistiti documenti coperti da tale vincolo di riservatezza apposto dal precedente Governo e confermato dal presente. Il Governo Prodi conferma. Per la Procura questa risposta é comunque irrilevante. Il segreto di Stato può essere opposto dal testimone, ma non come difesa dell'indagato. E in ogni caso il segreto di Stato può coprire un documento, non un'intera operazione criminale. Segreto o meno, se il Pm ha elementi sufficienti per procedere, è tenuto per legge a procedere. E gli elementi a carico del generale Pollari, nonostante il suo rifiuto a rispondere, sono stati giudicati più che sufficienti. Insomma, il segreto di Stato non può dare luogo ad alcuna immunità. La Corte di Assise ha condannato a dieci anni di reclusione i componenti del gruppo terrorista al quale era legato Abu Omar. Se non fosse stato sequestrato, Abu Omar sarebbe stato processato con gli altri, probabilmente condannano anch'egli e oggi sconterebbe la sua pena in carcere, legalmente detenuto. Il documento del ROS dei carabinieri, secondo il quale Abu Omar sarebbe uscito di casa con i documenti veri e non con le fotocopie e dunque pronto a simulare un sequestro, è un falso ideologico: proviene dal Sismi. Un tentativo di depistare le indagini. Sulla richiesta di estradizione degli agenti CIA colpiti da ordine di custodia cautelare, il 12 aprile scorso l'ex ministro Castelli comunicò la decisione di non presentare la domanda né la richiesta di procedere con le ricerche all'estero. A luglio la Procura ha reiterato la richiesta al nuovo ministro della Giustizia Mastella. Si attende la decisione del ministro.Sapevano i ministri del governo Berlusconi? Su questo punto, visto che Pollari si è avvalso della facoltà di non rispondere, si possono fare solo supposizioni. I direttori di SISMI e SISIDE devono riferire, per legge, rispettivamente al ministro della Difesa ed al ministro degli Interni. In particolare hanno l'obbligo di riferire le notizie di reato anche all'autorità giudiziaria. Questo obbligo può solamente essere ritardato per questioni di sicurezza.