 C’è un'antimafia di cose fatte, conquistate, volute con ostinazione. Ma c’è anche l'antimafia delle occasioni perdute, di chi ha voltato le spalle a se stesso, ha svenduto il mestiere e la faccia. Di solito si racconta la prima, con i suoi eroi, i suoi martiri, le buone intenzioni. Per la prima volta questo libro racconta la verità sugli errori, le ingenuità, le viltà di chi avrebbe dovuto e potuto fare, ma ha preferito non fare.I disarmati perlustra le terre di mezzo, le infinite zone grigie della contiguità e della compiacenza che hanno imbavagliato l’antimafia e reso possibile, quando non favorito, la mafia. Un viaggio che racconta i complici del silenzio e del consociativismo mafioso: nel giornalismo, nella politica, nella società civile. Per una volta, con i nomi e i cognomi al loro posto.Non mancano i ritratti di incredibile forza emotiva e collettiva di chi la propria battaglia l’ha combattuta e la combatte ogni giorno fino in fondo (dai grandi magistrati antimafia, ai giornalisti uccisi per amore della verità, fino agli imprenditori-coraggio), che sono evocati come la cifra di una terra che non si arrende e non si adegua.Pag 224 – Euro 17,00 Sperling & Kupfer In libreria dal 17 marzo 2009
 Dal 24 ottobre in libreria l'ultimo libro di Claudio Fava, il racconto di un anno di lavoro alla guida della Commissione d'inchiesta di Bruxelles sulla CIA: le storie, i protagonisti, le bugie... Sperling & Kupfer 2007
 "La storia di Peppino Impastato, figlio e nipote di mafiosi, ucciso dagli uomini di Tano Badalamenti nel maggio del '78 per aver scelto la via della ribellione e della verità in un paese e in un tempo consacrati al silenzio e all'obbedienza. Un film “civile” e di successo. Una sceneggiature scritta con passione e con intelligenza. Una storia italiana, vera e fuori dagli schemi." Feltrinelli 2000 pag.151
 "Questo libro è dedicato alla notte in cui Victor Jara non cantò. La notte in cui gli mozzarono le mani, nella solitudine di baionette e di cemento dello stadio di Santiago, la notte in cui gli tolsero la vita per farne dono al generale Pinochet. Da quel sangue sono trascorsi venticinque anni, un tempo largo e lento che vale sempre la pena riepilogare. Se una virtù tiene insieme le nostre storie, è anzitutto quel nostro vecchio esercizio chiamato memoria." Baldini & Castoldi 1999 pag.122
 "Il male era altro, un pensiero semplice, geometria di gesti, parsimonia nelle parole. Io ero tutto questo. Perché io ero Caino." Baldini & Castoldi 1998 pag. 137
 "Una volta mi spiegarono che ciò che è terribile non è morire. E’ finire. Rassegnarsi, tacere, parlar d’altro. Noi, non lo abbiamo fatto. E’ questo che non ci hanno perdonato. Dicevano: la paura li travolgerà. E se non sarà la paura sarà il rancore a perderli, la loro giovane collera. Non fu così. Il giornale andò in macchina dieci giorni dopo la tua morte. Solo, un baffo sotto la testata, accanto al tuo nome. Non più direttore: fondatore." Baldini & Castoldi 1996 pag.112
 "Troppo a lungo il Sud è stato uno zoo. Luoghi e storie di cui stupirsi, da esecrare o commiserare. Ma da vivere sempre con quell’indefinibile distacco di chi sente di essere diverso. Questo libro racconta un viaggio verso sud, verso la frontiera del nostro paese, nelle città che un tempo furono feudi inespugnabili del vecchio regime. Per comprendere quale sia oggi la nuova geografia del potere: i nomi, i volti, le promesse, le bugie, le illusioni." Mondadori 1995 pag.190
 "Cinque delitti di mafia, cinque storie vere ma quasi romanzesche, perché romanzeschi ci appaiono i fatti e i protagonisti: magistrati che indagano sulle vittime anziché sugli assassini, vicequestori che concordano le liste degli arresti con i boss davanti a un cartoccio di cannoli, avvocati, giornalisti, professionisti così perbene e così educatamente scettici ogni qual volta si parli di mafia." Mondadori 1994 pag.172
 "Questo libro è un viaggio attraverso le guerre dimenticate, le guerre di nessuno, dalla Colombia al Salvador, dal Corno d'Africa ad Haiti. Per capire, ancor prima che per raccontare. Questo libro è anche il mio viaggio. Si apre con una partenza: dalla Sicilia, molti anni fa. E si chiude con un ritorno. In Sicilia, che di tutte le periferie è la più lacerata. Di tutti gli angoli del Sud, quello a cui appartengo di più. Nonostante tutto." Laterza 1992pag.155
"Un racconto teso e appassionante, lucido e impietoso che ricostruisce dalle origini la “presa del potere” da parte della mafia a Catania. I fatti, i documenti e soprattutto i protagonisti: la spavalderia dei mafiosi, la complicità dei politici, l’avidità dei cavalieri, la giustizia negata, i giornalisti che rifiutano l’evidenza. Ma anche Catania che si ribella, non si rassegna, non si arrende: la città della speranza." Laterza 1991 pag.182
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