«I Siciliani vengono avanti nel grande spazio della informazione e della cultura, nel momento preciso in cui il problema del Meridione è diventato finalmente, anzi storicamente, il problema dell'intera Nazione»... «I Siciliani vuole essere appunto il documento critico di una realtà meridionale che profondamente, nel bene e nel male, appartiene a tutti gli italiani. Un giornale che ogni mese sarà anche un libro da custodire. Libro della storia che noi viviamo. Scritto giorno per giorno». Con queste parole, nel 1983, si apriva il primo numero del giornale fondato da Giuseppe Fava.

Giuseppe Fava fu ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984, dopo un anno di inchieste, di battaglie, di denunce. Molti anni dopo - troppi - è iniziato il processo agli uomini del clan Santapaola, indicati come esecutori e mandanti operativi del delitto. Nel corso delle indagini è stato iscritto al registro degli indagati anche il nome di un imprenditore catanese, Gaetano Graci, che era stato uno dei principali bersagli delle inchieste dei Siciliani. Graci è morto prima che i magistrati arrivassero ad approfondire il ruolo da lui eventualmente svolto nella determinazione dell'omicidio. Il processo contro gli uomini del clan Santapaola è tutt'ora in corso.

Sono passati quattordici anni da quel primo editoriale. "I Siciliani", giornale senza padroni e perciò senza denari, ha più volte sospeso e più volte ricominciato le pubblicazioni. Nel 1994 il giornale ha lanciato una campagna per realizzare un quotidiano libero in Sicilia. L'iniziativa è naufragata dopo la vittoria delle destre alle elezioni politiche.

In questa sezione presentiamo alcuni dei più importanti articoli di Giuseppe Fava apparsi sui Siciliani e una documentazione sulle indagini relative alla sua uccisione.

Se si dispone di un accesso ad Internet, al sito di Cataniajus è possibile consultare gli atti dei processi di mafia che si celebrano a Catania, tra cui quello per l'omicidio Fava.