

La storia dell'informazione, in Sicilia, è stata spesso una
cronaca di silenzi. Soprattutto la storia della carta stampata. Soprattutto la storia
dell'informazione sulla mafia. E' passato molto tempo, certo, da quando i maggiori
quotidiani siciliani negavano recisamente che la mafia esistesse. E' passato del tempo da
quando il quotidiano "La Sicilia" censurava la parola mafia perfino dai
necrologi. E' passato del tempo da quando il Giornale di Sicilia attaccava apertamente, un
giorno sì e l'altro pure, i giudici del pool antimafia.
E' passato del tempo, certo. Eppure le denunce dei Siciliani non
hanno perso di attualità. Basti pensare a chi comanda oggi nell'informazione, al Sud ma
non solo. Basti pensare a Mario Ciancio, da sempre padre-padrone del quotidiano catanese
"La Sicilia", ed oggi a capo della federazione nazionale degli editori. Il
potere di Ciancio - a tacer d'altro - si può misurare da un dato: per dieci anni egli, in
virtù di un preciso accordo, ha imposto al quotidiano "La Repubblica" - ossia
al maggiore quotidiano nazionale - di non aprire redazioni in Sicilia. I dieci anni sono
passati, è passata un'intera fase della storia d'Italia. Oggi "La Repubblica"
ha finalmente deciso di aprire una redazione in Sicilia. L'edizione locale del quotidiano
viene stampata a Catania, presso uno stabilimento di proprietà di Ciancio. Essa è
distribuita in tutte le provincie siciliane tranne in una: la provincia di Catania,
anch'essa - a quanto pare - tuttora di proprietà di Ciancio.
E' impossibile elencare gli indirizzi Internet più o meno
direttamente connessi all'editoria ed alla informazione. Per avere una panoramica dei
giornali consultabili in rete si possono visitare la guida ad Internet Virgilio e il sito di Webtime. Per conoscere
giornali e riviste particolarmente attenti ai temi della legalità e della lotta alla
mafia si suggerisce di visitare l'edicola di Città
Invisibile.
